La
benedizione è il rito eseguito da un ministro sacro, per mezzo del
quale, con l'invocazione di Dio, si conferisce o si chiede un qualche
bene. La benedizione appartiene alla serie di riti detti sacramentali:
può consistere in un segno di croce, in aspersione di acqua benedetta,
in unzione con oli santi, il tutto accompagnato o meno da formule
deprecatorie. Nella Sacra Scrittura abbiamo le benedizioni di Dio
(Genesi 1, 22-28) e dei patriarchi (Genesi 9, 26). Nei Vangeli si
ritrovano spesso le benedizioni di Gesù ai cibi, ai discepoli, ai
bambini (Matteo 14, 19; Luca 24, 50; Marco 10, 16). Elementi essenziali
della benedizione sono: il ministro, la materia, la forma. Nella Chiesa
cattolica ministro legittimo è il chierico che ne abbia ricevuto il
potere e che non abbia subito apposito divieto dall'autorità
competente. Soggetto della benedizione possono essere persone, animali o
cose. La forma è costituita dalle parole e dai gesti; le parole sono
talora prescritte da formulari per benedizioni speciali, il gesto è il
segno della croce accompagnato eventualmente da aspersione di acqua
benedetta. La benedizione impartita dal pontefice si chiama benedizione
apostolica. La benedictio urbi et orbi è quella che il papa impartisce
in forma solenne e in speciali occasioni dalla loggia esterna di una
delle quattro grandi basiliche romane. La benedictio in articulo mortis
viene impartita, con annessa indulgenza plenaria, al malato in pericolo
di morte anche non imminente. Nella benedizione delle cose si
distinguono due forme: consacrativa, che imprime il carattere sacro a un
soggetto assegnandone l'uso esclusivamente al servizio divino
(benedizione di una chiesa, di un altare, delle candele ecc.), e
invocativa, che rappresenta un'invocazione a Dio affinché conceda un
particolare beneficio spirituale o materiale (benedizione delle case,
dei cibi).