Ordine

È il sacramento che conferisce potestà spirituale in virtù della grazia particolare che rende idonei ad esercitare i vari compiti ecclesiali ed ecclesiastici. Primo fra tutti quello di celebrare l'Eucarestia, inoltre il potere di rimettere o meno i peccati nell'esercizio del sacramento della Penitenza: sono la potestà sul Corpo Reale e sul Corpo Mistico del Cristo. Questo sacramento trae origine dall'atto di Gesù di scegliere un gruppo di apostoli e discepoli, per continuare la Sua azione nel mondo. Già nel Nuovo Testamento, Atti degli Apostoli e Lettere di Paolo, appare una prima gerarchia, con compiti specifici, ma subordinati: vescovi-prebisteri che attuano il "memoriale" eucaristico e la predicazione, diaconi che esercitano i ministeri della coadiuvazione nel culto e quello della carità fraterna verso i bisognosi.

In un documento ufficiale del III secolo, cioé la lettera di papa Cornelio I al vescovo Fabio di Antiochia sono già espressi, con i nomi specifici, i tre gradi dell'ordine sacro: - vescovo,  uno solo nelle diverse comunità, - presbiteri, detti anche preti o sacerdoti,  - diaconi. La chiesa latina distinse, nel tempo, "ordini maggiori" da "ordini minori", ciascuno conferito con riti specifici:- ordini maggiori: comprendono episcopi, presbiteri, diaconi, suddiaconi- ordini minori: comprendono ostiario, lettore, esorcista, accolito. La chiesa greca li considera tutti ordini minori conferiti con riti speciali che non sono considerati sacramento. Il concilio di Trento si limitò a definire che nella chiesa cattolica, per istituzione divina, vi é una gerarchia; essa comprende: - i vescovi  delegati al governo pastorale, "munus regendi "; - i presbiteri incaricati del culto divino  "munus liturgicum";- i diaconi incaricati dell'insegnamento, "munus docendi".Il sacramento stesso prende il nome dal latino ordo,  cioé < grado >.

I ministeri conferiti dall'ordinazione sono insostituibili e definiscono la struttura organica ed interdipendente della chiesa. Ministro del sacramento é il vescovo che consacra attraverso l'imposizione delle mani, la sacra unzione, una preghiera consacratoria specifica allo Spirito Santo: il tutto avviene all'interno della celebrazione eucaristica, con rito solenne. Tre sono i momenti principali dell'amministrazione di questo sacramento:- riti di introduzione- rito di consacrazione- riti esplicativiI riti di introduzione, identici per tutti e tre gli ordini, comprendono l'appello dei candidati e la presentazione al vescovo ministrante, l'attestazione della loro idoneità e l'elezione da parte del vescovo all'ordine cui sono candidati, l'omelia del vescovo ordinante, il dialogo tra vescovo e candidati con la promessa di obbedienza di questi ultimi significata dal gesto di apporre le proprie mani giunte in quelle del vescovo ( per i vescovi in quelle del papa ), il canto delle litanie dei santi con la prostrazione dei candidati.Il rito di consacrazione si esplica con l'imposizione delle mani del vescovo sul capo dei candidati; qui avviene la prima gerarchizzazione: se diacono impone le mani solo il vescovo; se presbitero impone le mani il vescovo e di seguito ogni presbitero presente al rito; nell'ordinazione episcopale impongono le mani anche tutti i vescovi presenti al rito e, in seguito, due diaconi tengono sul suo capo un vangelo aperto a significare che egli é sottoposto alla Parola di Dio; tutto avviene in silenzio. Poi la preghiera consacratoria specifica per ciascun ordine, proclamata dal solo vescovo per presbiteri e diaconi, da tutti i vescovi presenti per l'episcopo; l'assemblea aderisce con il proprio "amen".

I riti esplicativi si avvalgono di gesti ed azioni che vogliono significare quanto é avvenuto: i diaconi ricevono le vesti liturgiche del loro grado, cioè la stola e la dalmatica; i presbiteri indossano la stola e la causola ed il vescovo unge loro le mani col sacro crisma; nella consacrazione episcopale si unge il capo; poi diaconi e vescovi ricevono il libro del vangelo, mentre i presbiteri ricevono il pane sulla patena e il calice del vino per la celebrazione eucaristica; i vescovi ricevono anche le insegne del loro grado, cioè l'anello, la mitra, il bastone pastorale e sono invitati a sedere sulla cattedra episcopale. Il tutto si conclude con l'abbraccio ed il bacio di pace.I candidati alla consacrazione, nella chiesa romana, devono corrispondere a questi requisiti:- essere uomini- essere battezzati- essere disposti al celibato per il Regno espresso pubblicamente con libera volontàIl sacramento imprime un carattere indelebile e spetta all'autorità della chiesa la responsabilità e la decisione ultima di accettare i candidati al sacerdozio, dopo una adeguata preparazione dottrinale, pastorale, liturgica evangelica e sprituale in seminario.Il Concilio Vaticano II ha stabilito il "diaconato", dal greco "diàkonos ", <servitore>, come grado permanente conferibile anche ad uomini sposati. Nelle primitive comunità cristiane il diaconato era conferito anche a donne, per lo più vedove; attualmente  tale istituzione permane in molte chiese protestanti. Il "sacerdote", dal latino "sacer-facere",  é il mediatore tra l'uomo e Dio nell'esercizio del culto sacro; per cattolici ed ortodossi ha ricevuto il sacramento dell'ordine.

I sacerdoti sono detti "regolari" quando sono vincolati dalla regola di un ordine religioso; "secolari" o diocesani quando dipendono direttamente dal vescovo ed operano nell'ambito della diocesi di sua giurisdizione.Nella liturgia protestante colui che presiede l'assemblea si chiama "pastore", é ministro del culto, non ha l'ordine sacro. Il "vescovo", dal greco "epìscopos", verbo "epi-scopein", cioè <vigilare>, successore degli apostoli, con la consacrazione episcopale riceve la missione di santificare, insegnare e governare il popolo di Dio a lui affidato e circoscritto nell'ambito di un territorio definito "diocesi", dal greco "dioìkesis" <amministratore della casa>. Solo il papa ha il potere di erigere, modificare o sopprimere una diocesi. Attualmente sono in vigore tre modi di nomina dei vescovi:- elezione, nomina, o designazione dell'autorità civile;- legittima elezione, secondo il diritto universale, confermata dal    romano pontefice che conferisce la missione canonica;- libera nomina da parte del romano pontefice; é il modo principale in uso nella chiesa latina. Il vescovo deve avere almeno 35 anni di età e 5 di sacerdozio attivo. I vescovi, poi, si distinguono in: - diocesani suffraganei  quando dipendono da un metropolita e fanno parte di una provincia ecclesiastica;- diocesani esenti  quando dipendono direttamente dalla Santa Sede;- titolari coadiutori  quando sono di aiuto al vescovo diocesano con diritto di successione;- titolari ausiliari  di aiuto al vescovo diocesano con o senza facoltà speciali;- emeriti  se hanno perduto l'ufficio per limiti d'età o per rinuncia accettata.