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Pietre (GV,1-11)
Ecco la donna avanza incerta accerchiata da turba urlante di farisei affamati di facile giustizia. Intorno intorno rabbia aumenta paura risponde e la donna nasconde il bianco viso nel rosso mantello, mentre i piedi affondano negli aguzzi sassi. Ora improvviso si smorza, tace il vociare della folla e l’aria vibra di sfavillio di luce. Il palmizio offre ombra amica e i piedi scivolano su rilucente terra. Chino su dorata sabbia, Gesù scrive attento ma concitata domanda lo raggiunge, lo ferisce: “Maestro, la legge di Mosé ordina di lapidarla, Tu che ne dici?” La sentenza di morte è affidata a pietre acuminate. La sentenza di vita è affidata a bianche perle di perdono. La Sua voce imperiosa rimbomba da monte a monte da fiume a fiume da mare a mare “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ondeggia, borbotta, mormora l’eccitata turba dei farisei e lenta si allontana. Le pietre acuminate formano inutile catasta. La donna salva beve acqua di luce dagli occhi del Maestro. Rosarita
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