Pietre (GV,1-11)

 

Ecco la donna avanza incerta

accerchiata da turba urlante di farisei

affamati di facile giustizia.

Intorno intorno rabbia aumenta

paura risponde e la donna nasconde

il bianco viso nel rosso mantello,

mentre i piedi affondano

negli aguzzi sassi.

Ora improvviso si smorza, tace

il vociare della folla

e l’aria vibra di sfavillio di luce.

Il palmizio offre ombra amica

e i piedi scivolano su rilucente terra.

Chino su dorata sabbia,

Gesù scrive attento

ma concitata domanda

lo raggiunge, lo ferisce:

“Maestro, la legge di Mosé ordina di lapidarla,

Tu che ne dici?”

La sentenza di morte è affidata

a pietre acuminate.

La sentenza di vita

è affidata a bianche perle di perdono.

La Sua voce imperiosa rimbomba

da monte a monte

da fiume a fiume

da mare a mare

“Chi di voi è senza peccato

scagli la prima pietra”.

Ondeggia, borbotta, mormora

l’eccitata turba dei farisei

e lenta si allontana.

Le pietre acuminate

formano inutile catasta.

La donna salva

beve acqua di luce

dagli occhi del Maestro.

                  Rosarita